La Cina oggi elogia le coppie Gay più belle, dialoga con Gay & Lesbiche !!!

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L’agenzia di stampa ufficiale cinese, dimostra ancora una volta quanto siano cambiati i tempi in Cina e quali siano i passi in avanti percorsi dal gigante d’Asia, che dopo la crescita economica punta sempre di più a comprendere ed accettare le diverse scelte e costumi dei propri cittadini.

Negli ultimi mesi la Cina ha dimostrato di aver un atteggiamento totalmente diverso verso l’omosessualità. Per anni aveva dichiarato che era geneticamente impossibile che vi fossero gay o lesbiche cinesi , ma ora i tempi sono veramente nuovi.

Il 7 dicembre appare su Xinhuanet quella che viene definita la coppia gay più bella della Cina: il cantante Jimi ed il compagno Mao Mao. Jimi, è un personaggio molto noto ai media cinesi, per il suo lavoro artistico nel campo della moda e in qualità di cantante per programmi televisivi cinesi. Ultimamente, in una performance canora ha ufficialmente mostrato per la prima volta al pubblico cinese il suo ragazzo Mao Mao, esplicando chiaramente le proprie preferenze sessuali. Durante il programma hanno duettato assieme la famosa canzone “Choice”. L’affiatamento e la spontaneità del loro mostrarsi al pubblico ha scatenato l’entusiasmo degli spettatori. Prima della rivelazione televisiva, Jimi aveva deciso di fare un’esclusivo servizio fotografico, dove era vestito e truccato da donna. Precedentemente al servizio fotografico, si era sempre mostrato a pubblico e fan con abiti e trucco neutro.

Prove del cambiamento di posizione della Cina erano emerse anche il mese scorso, quando è stato aperto un call center a Shanghai per aiutare e dare consigli alle lesbiche cinesi. La hotline con uno staff, di 10 volontarie, istruito all’ascolto è stata voluta per offrire anche un supporto psicologico. Il tutto è partito, poiché vi era già stato un “numero verde” rivolto ai gay nato sei mesi prima con un gruppo di volontari maschili, allora solo incaricati di rispondere a domande sull’omossessualità.

L’esigenza è nata dunque anche per le donne: Li Yinhe, ha riportato che molte lesbiche cinesi, sono obbligate a sposarsi con degli uomini e da ciò ne risulta una vita miserabile e pessima per loro come individui e con ulteriori ripercussioni e problemi in un rapporto di coppia non voluto. La hotline è nata, poiché l’omossessualità, dal 2001, non è più considerata dal governo della Cina come un disordine mentale. Alcuni fanno delle stime approssimative sul numero di gay in Cina, forse pari a 30 milioni.

Xinhua riporta che chi ne sentisse il bisogno, può gratuitamente chiamare dalle 14 alle16 tutti i sabati e lo riconferma Rager Shen, volontaria di Chi Heng Foundation con sede Hong Kong, atta all’aiuto e supporto. Li Yinhe, è stata la prima cinese a proporre nozze gay, fiera anche di un sondaggio dove il 60% dei testati approva l’unione coniugale omosessuale.

Shen dice che è importante, poiché la società cinese per molto tempo ha ignorato le lesbiche o “lala”, significa lesbica nello slang cinese, come pure non ha mai formulato delle leggi o concesso dei diritti. Ritiene che sia necessario concedere loro l’attenzione necessaria per una vita migliore: lo stato, le famiglie e gli amici dovrebbero pensarvi di più.

Dice che sente una poca attenzione per le lesbiche, anche perché non sono ad alto rischio di contagio AIDS. Ma Shen sente che anche per questo motivo sono le più fragili o problematicamente più difficili con percorsi psicologici duri e complessi da comprendere, a causa di una lunga isolazione e scarsa considerazione.

La Shanghai Fudan University, nel 2005 dichiarava la volontà di introdurre un corso di studi sui gay e le lesbiche, il primo nelle università cinesi, offrendo questo percorso di studi, non solo a coloro che decidevano un iter di studi nel campo della medicina. Sun Zhongxin, un professore associato di sociologia, addetto alla cura del corso, ha dichiarato che è partito nel settembre proponendo come punti principali salute, diritti legali e sociali rivolti a tutti coloro attratti dallo stesso sesso. “Speriamo che questo corso, che è un corso sperimentale aperto per tutti gli studenti dell’Università possa dare modo si comprendere l’orientamento sessuale e dare la possibilità di introdurre al sesso gli studenti dell’Università” ha dichiarato Sun al China Daily.

Il corso, inizialmente pensato per circa 100 frequentanti, ha riscosso un numero maggiore di iscrizioni e per questo gli stabili si stavano attrezzando per un bacino maggiore di universitari.

Il 9 novembre Xinhua aveva riportato un’altra notizia che può fare capire la volontà di cambiamento della Cina d’oggi: l’apertura di un ospedale gratuito per gay con test free per il controllo dell’HIV. Esami per prevenire l’Aids o altri tipi di malattie a trasmissione sessuale, sono forniti senza chiedere soldi con un completo checkup. Inoltre garantiva l’anonimato facendo compilare un modulo online o sottoscrizione a China Daily (e l’I.P.???) La clinica è stata costruita con il budget del centro del governo per il controllo e la prevenzione delle malattie di Pechino ed il distretto di Chaoyang. Dai 5 ai 10 milioni, su un 1 miliardo e 300 milioni di abitanti registrati, si sono deliberatamente dichiarati gay, senza però contare chi non esplicita la preferenza sessuale per motivi familiari o altro (… come in tutto il mondo occidentale).

Riportando questa notizia a voce ad amici mi è stato chiesto se questo tipo di clinica sia stata aperta per ghettizzare o altro, per ora non è possibile avere un feedback poiché è ancora troppo presto, è passato solo un mese. Ad ogni modo, in Cina oggi è sempre in crescita la volontà di specializzazione in un unico canale approfondendone tutte le sfacettature. Sono in crescita le attività che si specializzano in un’unica realtà e per questo motivo, in attesa delle esperienze, di chi vorrà rilasciare commenti sulla clinica, è da considerarsi che si è voluto creare un team adatto e completo in modo tale da garantire al massimo e totalmente la cura o risposte alle domande dei pazienti.

Accadono ancora cose inaccettabili per la cultura occidentale, ma allo stesso tempo, bisogna distinguere le regioni e capire le dimensioni della Cina. E’ un po’ come quando tutti elogiano la bellezza della libertà americana, vera in stati come la California (a San Francisco vi erano i matrimoni gay e lesbo) New York, Seattle, ma bisogna anche ricordare che fino al 2005 nel Texas, la sodomia era considerata reato. Se riflettiamo anche nella civilissima Italia continuano ad esservi fazioni pro e contro, c’è chi ad un gaypride si unisce alla festa e chi continua a bollare la scelta sessuale come una forte diversità.

Fonti: Arcigay- BBC – China.org – Chinadaily – Shanghaidaily – Xinhua, Han Lin