Teenager cinese suicida a causa bolletta telefono erotico

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5 dicembre 2006 – Li Hongbin, un giovane quattordicenne del villaggio di Qingyang, nella provincia cinese del Gansu, si è tolto la vita a causa di una bolletta telefonica, lo ha riferito sabato la Xinhua. Il ragazzo che era ossessionato dai telefoni erotici ha lasciato ai genitori una debito di 1800 RMB (circa 180 Euro).

Si è suicidato bevendo un pesticida, che aveva comprato ad inizio mese, dopo la visita di un dipendente della compagnia telefonica, che richiedeva il pagamento della bolletta.

Li aveva smesso gli studi l’anno scorso e non aveva un lavoro, per questo motivo, lo scorso agosto, di nascosto, aveva iniziato a telefonare ai numeri delle hot line erotiche, trascorrendo così ore e ore al telefono ottenendo un risultato di 16 pagine di bolletta. La polizia ha riportato che l’assuefazione aveva portato la più lunga telefonata alla durata di più di quattro ore. Il numero che ricorrentemente chiamava era il 96296.

1800 RMB rappresentano una cifra enorme per la famiglia del giovane, anche perché entrambi i genitori sono disabili.
Tutte le risorse della famiglia di Lierano generate da alcuni lavori manuali che aveva fatto il padre in città. Il genitore sospirando si domanda chi debba dannare per la tragica morte del figlio.

Un componente dello staff di una compagnia di telecomunicazione, dello stesso luogo, che ha preferito rimanere nell’anonimato, ha dichiarato che i servizi telefonici erotici negli ultimi anni si sono ulteriormente moltiplicati e diffusi. Per lo più inducono in tentazione i clienti con pubblicità che giocano sulle fantasia sessuali maschili e si dirigono languidamente e sinuosamente con giochi di parole come “La prima notte della bella zuccherina”.

Il boss di una di queste linee riporta che il costo è di 3 RMB al minuto (circa 0,30 Euro). Lo stipendio medio mensile degli abitanti del villaggio è di 300 RMB (circa 30 Euro). Le pubblicità di queste hotline del sesso virtuale si trovano facilmente pubblicate negli elenchi del telefono e nei giornali (c’è chi dice che spesso i numeri che si trovano scritti sui muri, in giro nelle città cinesi, siano appartenenti a linee erotiche o legate al mercato del sesso e della prostituzione).

Il suicidio del teenager ha portato nuovamente a galla l’attenzione dei media verso il crescente problema dei giovani cinesi. La Cina, infatti negli ultimi anni, ha preso atto dell’aumento del mercato della pornografia e delle pubblicazioni illegali, per questo motivo, ha cercato di fermare e vietare sia nel web che nelle altre forme di media e comunicazione, la diffusione di tali tipi di messaggi. Nella campagna che sta affrontando la Cina, partita da Pechino, è anche incluso il monitoraggio delle linee telefoniche erotiche.

Gli esperti dell’educazione ritengono che gli operatori telefonici ed i dipartimenti del governo cinese devono capire che alcuni teenager, con un elevato tasso di libido, spesso trovano difficoltà nel trattenersi e resistere alla tentazione dei servizi offerti dalle hotline.

La campagna del governo contro il porno, non è semplice, data la vastità del paese in questione e quotidianamente, nonostante il divieto, nascono nuove realtà lavorative che sfociano nei numeri “sexy” o nel mercato della pornografia, cercando di evitare il rispetto di ogni regola o legge in vigore in Cina. Anche in Italia, quando si era iniziata la monitorizzazione e la messa al bando degli 144, questi strategicamente si sono mutati in 166.

Fonti: China.org.cn – Shanghai Daily – Xinhua