Italia campione del mondo anche per la Cina !!!

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Il tifoso cinese numero uno lascia la CCTV

5 novembre 2006 – Dopo la partita degli ottavi di finale , tra Italia ed Australia, dei Mondiali Germania 2006 Huang Jianxiang ha ricevuto il bollino di filo italiano. Oltre ad aver fatto il giro del mondo per il commento super di parte è stato elogiato e criticato dai tifosi delle rispettive nazioni, nonché dai connazionali. Chi lo ha sentito in diretta (non è la stessa cosa a livello emotivo, già consci dell’evento accaduto) di sicuro è rimasto sorpreso o preoccupato per il suo stato di salute, poiché sembrava veramente che stesse per avere un infarto dalla gioia e dal tono di voce crescente che non gli consentiva di prendere pause di respiro.

La telecronaca era diventata persino una suoneria per i cellulari, ma nonostante la vittoria dell’Italia dei mondiali che avrebbe dovuto consacrare anche lui come primo fan o supporter, il telecronista Huang Jianxiang, non ha avuto pace e quindi ha deciso di dimettersi dalla CCTV. Huang, aveva perso il controllo e la calma quando Francesco Totti aveva tirato il rigore per l’Italia, battendo così l’ Australia all’ultimo minuto del secondo tempo. Lo speaker trentottenne, aveva iniziato a lasciar trapelare segni di quello che sarebbe successivamente accaduto dopo lo scontro tra il difensore Fabio Grosso e l’australiano Lucas Neill. E subito dopo la battuta del rigore di Totti, Huang non era più riuscito a trattenere l’eccitazione, era letteralmente esploso, dimenticando il lato lavorativo professionale e proponendo a tutti il suo lato personale emotivo e di tifoso.

Fino a quel momento era conosciuto dai colleghi per il suo controllo ed arbitrarietà, una regola del contratto lavorativo lo imponeva, ma quella sera aveva dichiarato esplicitamente senza tabù il proprio amore sviscerato per la nazionale di calcio italiana.

Nell’ agosto 2004 Danwei, riportava che un’importante giornale spotivo cinese, sosteneva la tesi che i giocatori di calcio della nazionale, a causa di ingiurie non sarebbero stati in grado di giocare i quarti di finale contro l’Iraq. Ma il venerdì successivo tutta la formazione era in campo.

Il commentatore della partita era Liu Jianhong e per tutto il suo svolgersi era riuscito a renderla noiosa, poiché impegnato solamente ad incoraggiare la propria nazionale, più che spiegare ai teleascoltatori le azioni. Comprensibile, ma anche in questo caso si parlava della parzialità, necessaria al rendere professionale ed ascoltabile la telecronaca, senza dover necessariamente piangere. Huang Jianxiang, presente per coprire la fascia di speakeraggio a metà dei tempi, non era stato di alcun aiuto al collega, continuando a parlare e parlare, era arrivato al punto che gli ospiti interpellati potevano solo dare brevi cenni d’accordo o disaccordo, commentare se era un fuori gioco, o dire di aver perso un bel goal.

Ma a giugno 2006, non essere riuscito a contenersi e la mancanza di parzialità lo aveva fatto richiamato dai superiori, poiché l’esaltazione, lo aveva portato a prendere dei toni poco corretti con la squadra australiana.

Si sa che il calcio, nei più tifosi fa perdere la testa e porta a fare affermazioni fuori luogo, ma è sempre opportuno comprendere il momento di gaudio e non confonderlo con le parole, esagerando la valutazione su una persona. A causa di questo impulso, gli è stato affibiato da molte testate australiane, tutt’ora, il marchio di anti australiano per eccellenza.

Questo feedback della stampa lo aveva portato anche a doversi raffrontare con un portavoce del governo cinese, essendo la CCTV la televisione di stato, e ad essere esaminato nel comportamento lavorativo. Gli era stata mossa l’accusa di aver mostrato la preferenza per una squadra anziché neutralità per esibizionismo e necessità di proporsi e promuoversi, non come telecronista, ma come personaggio televisivo.

Immaginate di essere a casa vostra ed arriva vostro figlio in salotto ad insultare l’ospite con cui state facendo un’affare … Affermare “Non mi piace la squadra di calcio dell’ Australia” ed avere ribadito altro nei giorni successivi è molto simile all’esempio, considerando che il premier australiano John Howard, in quei giorni era proprio in Cina, precisamente a Shenzhen e Ghuangzou. Il premier si era lamentato per il suo comportamento. Dopo la partita l’Ambasciata Australiana a Pechino, dichiarava al Chinadaily che era sorpresa dal fatto che non fossero arrivate delle scuse immediate. L’imbarazzo, principale deriva anche dal fatto che tale affermazione era stata fatta sulla televisione nazionale cinese, che preferiva mantenere neutralità totale. Quando si cercano di instaurare rapporti d’amicizia o affari, a volte si creano momenti di imbarazzo quando qualcuno manifesta le proprie simpatie o antipatie con i mezzi dello Stato. Pensate agli italiani che stavano organizzando eventi dell’Anno dell’Italia in Cina, pensate a come si sono sentiti quando hanno letto o appreso delle parole di Berlusconi !!! Credete che non si siano imbarazzati ??? Tale preoccupazione, nasce dal fatto che è facile che la parola di un singolo, per alcuni venga legata all’intero popolo, dimenticando che bisogna raffrontarsi con gli individui. Infatti, l’equivoco è rimasto anche per gli italiani, Liu Shinan, nel periodo di discussioni sul telecronista, ha espresso perplessità nei confronti dell’amore per gli azzurri di Huang, ricordando la frase sui cinesi che “bolliscono i bambini per avere del fertilizzante per i campi”.

Amare una realtà, non vuol dire, dover decisamente prendere una posizione negativa contro un’altra. Lo sport è agonismo e competizione, ma non significa dover odiare gli avversari. Credo che le partite più belle sono quelle giocate con lealtà fino all’ultimo. Vedere i giocatori perdenti essere felici per chi vince rappresenta la lealtà ( Holly e Benji docet … scherzo … ma Nevded lo ha dimostrato nella realtà, nonostante la partita persa ai mondiali, era contento per l’Italia e nonostante sia un pallone d’oro, gioca nella serie B italiana … per me segni del genere sono simboli di correttezza, rispetto ed amicizia. Il rispetto e la correttezza vogliono dire molto nella vita! A volte uno li deve conquistare, a volte ha la fortuna di riceverli a gratis … )!

Ad ogni modo emerge che oltre ad aver creato imbarazzo per la Cina, l’insofferenza dell’Australia, la gioia da parte degli italiani che amano la Cina, ha anche creato un sorta di fastidio da parte di alcuni australiani verso l’Italia, poiché sentitisi ingiustamente insultati a causa della sconfitta nella partita con la nazionale azzurra.

I concittadini di Huang nel web hanno avuto posizioni contrastanti.

Zuotao Youmai su Sina, uno dei portali web online più importanti della Cina, riferiva “Estremo e pazzo come si è dimostrato, Huang non è qualificato per essere un commentatore sportivo per il network nazionale”. Yangyu una frequentatrice del forum, dello stesso sito, commentava “Huang è totalmento uscito fuori dalle linee che dovrebbe avere uno speaker sportivo professionista, prima si è comportato come un fan, successivamente si è lanciato al disgusto personale contro la squadra avversaria”.

Il giorno successivo alla telecronaca, siti molto frequentati e conosciuti come yahoo e sohu, avevano visto i propi forum riempirsi di messaggi per Huang ad ogni ora del giorno. La percentuale che lo aveva criticato o elogiato, era esattamente pari 50 e 50. Un veloce sondaggio con voto su Sina aveva riscontrato che il 33% dei websurfers diceva che Huang ha una passione per il calcio italiano insensata; il 13% riteneva che la maggior parte di quello che aveva detto era inappropriato.

Un utente non identificato della chat room di Sina diceva “Huang è andato oltre. Non avrebbe dovuto elogiare il brutto gioco della nazionale italiana, e beffarsi di una formazione coraggiosa, sebbene sconfitta “.

Era stato criticato, inoltre da alcuni connazionali, poiché, aveva utilizzo il termine “Yidali Wan Sui = Lunga Vita all’Italia” augurio usato solitamente accompagnato dal nome di Mao Zedong.

Sempre dal forum di Sina, “Huang può far emergere quanto vuole la sua personalità, fino a quanto è necessario per farlo notare di più dagli altri. Potrebbe essere anche un modo per incoraggiare i suoi colleghi, ma dire che non gli piace l’Australia è un qualcosa che gli ascoltatori non possono capire”.

Douglas nel forum di chinadaily scriveva “Mr. Huang ha espresso se stesso e le sue opinioni e per questo io gli batto le mani”.

Un gruppo di cinesi pregava che lo stile di speakeraggio di Huang rompa la tradizione. I voti, mostravano una percentuale poco sopra al 50% che vedeva le telecronache di Huang piene di passione. Long Fire, un nativo della MainLand cinese, aveva raccontato a Chinadaily che Huang fa uso di un linguaggio semplice e diretto per descrivere quello che sta accadendo in campo. Suggeriva “Tutti noi dovremmo condividere le passioni che ci portiamo dentro

“La World Cup per dei lati è come se fosse un enorme carnevale, perché non includervi la propria personalità come ha fatto lui?”

Long Fire riportava che era un fallo indiscutibile e riesaminava passo passo tutto lo speach incriminato

come pure le dichiarazioni riportate dal telecronista sportivo cinese alla Xinhua e la lettera di scuse .

Qualche giorno, dopo la celebrazione in diretta per la vittoria, aveva formulato le sue scuse, ma allo stesso tempo aveva voluto ribadire di essere un tifoso dell’Italia e di esserne fiero. Huang tifa per la nazionale italiana, perchè da anni è telecronista delle partite del campionato italiano per la CCTV.

Zhang Bin, ospite del CCTV Beijing newsroom, durante un momento di chiarimento pubblico di Huang, aveva cercato di interrompere le sue dichiarazioni, poiché invece di giustificarlo lo rendevano ancora più parziale, ma il telecronista aveva voluto continuare temendo che la linea fosse tagliata.

Non è la prima volta che accade un qualcosa del genere, i media calcistici in Cina, sono sempre molto attivi e desiderosi di prendere posizione.

Nel web italiano, subito è divenuto una celebrità e subito dopo la telecronaca c’era chi si preoccupava per la sua carrriera di telecronista in Cina; chi lo voleva portare nelle televisoni italiane; chi proponeva un corso di italiano per renderlo più partecipe, qualora mai decidessero di prenderlo in Rai; altri volevano offrirgli una tessera della federcalcio come tifoso doc della nazionale italiana; altri ancora lo avevano già visto licenziato, immaginandolo, triste e sconsolato per strada, perseguitato dalla suoneria per cellulari con la sua telecronaca e dallo streaming di Youtube. Ma la Cina non è sempre una dittatura come la si vuole dipingere.

Uno dei responsabili dell’emittente di stato, Jiang Heping, direttore della CCTV sports, non crede siano state le ricerche effettuate sul caso a portarlo alle dimisioni, ma che la causa pricipale siano state le pressioni e le interpretazioni del pubblico o dei media internazionali, a sua vista non filo italiani, molte volte negative nei confronti di Huang. Il 16 novembre Jiang Heping, ha confermato al Beijing Youth Daily le dimissioni di Huang Jiangxiang. Jiang ha detto che si è trattata di una decisione personale di Huang e non ha nulla a che vedere con la passione per l’Italia emersa durante il 2006 World Cup. La notizia è stata riportata da numerosi quotidiani di Pechino, assieme alla sua dichiarazione, dove conferma che le dimissioni , sono dovute al fatto che necessita di una pausa, poiché ha un calendario lavorativo troppo pieno, all’incirca più di 200 partite da commentare in live. I media cartacei cinesi hanno detto che la CCTV era insoddisfatta perché il fatto di essere divenuto così famoso, lo aveva fatto partecipare a talk show e scrivere nuovi libri, dedicando un calo d’attenzione nel lavoro.

Huang Jianxiang è nato nella Mongolia Interna, il 20 gennaio del 1968. Nel 1990 si era laureato alla Università degli Affari Esteri della Cina ed aveva iniziato la sua carriera alla CCTV nel 1994, precisamente nell’emittente dedicata allo sport (CCTV-5 ), da quando la Cina ha lanciato la propria squadra di calcio professionale. Contemporaneamente l’attenzione per il calcio italiano, inglese e tedesco era aumentata in televisione.

Huang ha sempre fatto colpo sui suoi ascoltatori, poiché ha sempre dimostrato di essere un esperto conoscitore del gioco, eloquente e per le approfondite analisi a volte anche in inglese. Divorziato, padre di una bambina, è stato molto criticato per essere molto attento ed interessato ad apparire fashion per i magazines e scrivere libri. Li Chengpeng, suo amico e collonista sportivo ha detto al Beijing Daily che Huang probabilmente, qualcosa dentro il suo cuore, come una forza esterna lo ha spinto a lasciare la CCTV. “Non ama essere legato. Un talento necessita di più libertà.” dice l’amico. In un post sul suo blog si descrive come “un lavoratore di mezza età”.

Il telecronista, quando era tornato in Cina a luglio, voleva far causa a chi lo aveva trasformato in una suoneria per cellulari. Pur essendo un personaggio pubblico, ama essere libero e privato. L’attenzione in questa direzione non gli era piaciuta, lamentandosi che tale utilizzo, poteva distruggere la sua immagine e la sua carriera professionale (Cosa ???), era seccato che qualcuno traesse un vantaggio economico da un suo errore. Huang, nello stesso periodo, aveva pure presentato la sua ultima fatica editoriale, preparata prima dei mondiali, ed alla stampa aveva commentato che la Germania gli aveva dato esperienze ed emozioni che avrebbero potuto trasformarsi in un nuovo manoscritto, ma che preferiva mantenere personale il vissuto.

Sina riferisce, da una fonte non ancora accertata che Huang probabilmente entrerà a far parte del team Shanghai’s Dragon TV, come direttore del settore dedicato allo sport.

Anche network locali di Shanghai, come pure il Beijing Daily hanno riportato che si trasferirà nella città, poiché i media locali sono rimasti affascinati dalla sua enfasi di telecronaca per FIFA 2006 World Cup e per questo lo vorrebbero per la Oriental Satellite TV.

Se si legge un titolo come “Chinese sports announcer in World Cup fiasco quits reports” è facile pensare che si sia dimesso totalmente dalla carriera, ma non è così, ha solo deciso di lasciare la televisone di stato. Probabilmente le due parti non sono riuscite a trovare un accordo e quindi, il telecronista ha deciso di buttarsi nella TV cinese privata. Capita anche in Italia che network e un personaggio debbano trovare il giusto agreement. C’è anche da tenere in considerazione che la fama gli ha offerto la possibilità di mirare a mete più alte e ad un posto di dirigenza, come emerge dall’indiscrezione di Sina.

In Cina nella TV non c’è un monopolio televisivo, vi sono i numerosi canali ufficiali di stato della CCTV, ma ogni regione presenta i suoi canali (dipendenti dai governi locali), come pure ogni città, con un elevato numero d’abitanti, ha le sue numerose emittenti. (Le principali dello Yunnan sono le 6 della YunnanTV e le 6 della Kunming TV, senza contare le altre realtà che vi sono e che nascono ogni giorno.) E’ come prendere come punti di paragone solo due stati europei, es. Francia e Olanda, Germania e Inghilterrra, Spagna e Grecia etc … ma bisogna considerare le dimensioni e le realtà differenti della Cina e quindi pensare a prendere come riferimento una realtà grande come se si parlasse di tutta l’Europa.

Forse per chi ha visto l’evolversi della televisione e della cultura italiana dagli anni ottanta ad oggi, basterebbe fare un piccolo collegamento alle realtà proposte e ricordarsi dei film o serie di telefilm che arrivano dall’America. Il fatto è che in Italia, la TV di stato, con Rai 3 è stata sempre internazionale nella fascia oraria notturna e Fininvest, dell’epoca, di notte offriva film originali che poi ha deciso di relegare sempre di più ad un ambito marginale. Se in un periodo vi era la ripresa del programma del giorno in un altro vi erano sezioni interessanti di film d’epoca etc… i format ed i palinsesti sono sempre cambiati, ma in Cina non è possibile fare un discorso del genere datane la vastità.

Il vero monopolio risulta differente da regione a regione, poiché molti dei canali regionali sono nuovi, le pubblicità negli ultimi anni hanno acquistato molto dal punto di vista grafico e di impatto comunicativo, ma essendo alcune realtà in via di sviluppo il contenuto non è sempre all’altezza ed è variabile a seconda delle realtà di partenza del luogo. Sempre più regioni sono sopra la media, ma vi sono alcune ancora sotto la media, per i messaggi trasmessi, di diversi target).

Insomma, chiusa un’opportunità lavorativa, specialmente se si è diventati un “personaggio”, la possibilità di continuare a lavorare c’è e di porte che si aprono, anche di alto target ve ne sono.

Un blogger di Pechino, Fly Show, con numerosi post sul’argomento, ne riportava uno dove un cinese si scusava per il comportamento di Huang, definendolo pazzo ed inutile.

Ma Huang non è nuovo come personaggio, nel 2001, era stato sospeso per circa sei mesi poiché aveva criticato l’allenatore Milutinovic, durante una registrazione di una partita per l’errore di alcuni suoi giocatori contro il Qatar, per questo, alcuni pensavano che sarebbe stato punito nello stesso modo.

Danwei riporta che online gira un testo nel quale è affermato che l’Associated Press (AP), dice che più di 30 sostenitori del calcio australiano avevano circondato l’Ambasciata australiana a Pechino chiedendo all’ambasciatore di fare una formale lamentela al governo cinese rivolta allo speaker telesportivo.

Chinanews.com.cn aveva publicato un articolo intitolato ‘Reuters pays attention to ‘Huang Jianxiang incident’, says China’s football commentary is not objective . Si trovava il report di Reuters ma non la protesta di AP, che forse non esiste. Alcuni scrivevano che la CCTV lo aveva punito, impedendogli di fare telecronache live.

C’è chi diceva che le sue parole ferivano profondamente gli australiani e per questo sarebbe necessario picchettare davanti all’ambasciata cinese in Australia. (L’opposto della news fantasma). Era stato anche elogiato per essere fuori dagli standard cinesi (nomi dei giocatori sbagliati o azioni), poiché presenta amplia conoscenza dello sport, risultando così nella rosa dei due migliori telecronisti della CCTV. Venivano pure riportate, per l’ammirazione, tutte le frasi più hot delle partite da lui commentate.

Chi si chiedeva cosa ci si debba aspettare dai commentatori delle Olimpiadi di pechino 2008; Chi lo associava a Han Qiaosheng, un commentatore cinese divenuto famoso per gli errori. Alcuni erano dispiaciuti per le parole usate, ma felici che nei media cinesi si possano esprimere apertamente le proprie opinioni. Chi ricordava che è l’anno dell’Italia in Cina.

C’è poi chi scriveva “Tutti hanno pregiudizi, ma lui è stato isterico, persino un fan del calcio cinese non si sente concorde con il suo atteggiamento. Analizzando il suo iter lavorativo emerge che all’inizio della carriera seguiva lo stile dei commentatori inglesi, ma negli ultimi anni ha cambiato stile, imitando sempre di più i latini. Meglio la simulazione, poiché in questo momento era l’occasione sbagliata.”

“Perchè durante il lavoro mostrare la preferenza di una contro l’altra, a che scopo?” si stupiva un utente.

C’è chi lo vuole linciato dalla CCTV , dicendo che di sicuro si trovano commentatori migliori di lui e dice “Huang recita in una maniera folle, cerca di acquistare simpatie per ottenere un posto migliore e fama. In qualità di cinese, sono mortificato per l’offesa agli australiani. Questo incidente, non deve lasciare segni nel rapporto d’amicizia tra cinesi ed australiani. Bisogna ignorare Huang.”

I webserfer cinesi in chat di discussioni con anglofoni avevano detto di non capire la sua lettera di scuse, poiché secondo loro non spiegava nulla; Degli australiani dicevano che era stata una pessima partita e quindi si sentivano derubati della vittoria; Alcuni lo consideravano un poveretto poiché aveva chiamato eroe, non un giocatore che aveva fatto un’azione, ma che aveva portato alla battuta del rigore; alcuni invitavano i gruppi di discussioni a non linciarlo trattandosi, in fine di un gioco, e sorprendendosi della sensibilità degli australiani; qualcuno diceva di non aver più capito di cosa stesse parlando quando ha fatto gli auguri di compleanno a Maldini, che non faceva parte del gruppo della squadra. Accennando che magari l’euforia era dovuta a qualche sorso in più di birra tedesca, durante la pausa, differente dalla tsingtao; Chi riportava che John Talbot’s aveva fatto un commento razzista sulle olimpiadi cinesi del 2008; Uno si chiedeva se fosse possibile che 30 australiani possano circondare un’ambasciata; Poi vi era chi dava come ragione degli insulti alla squadra australiana, il fatto che il primo gennaio 2006 si era qualificata per l’Asian Football Confederation divenendo così una possibile avversaria della Cina; Per uno era un buon segno il fatto che Huang avesse usato parole del genere, poiché autorizza anche altri cinesi a dire liberamente quello che pensano; Qualcuno aveva persino chiesto ad una guardia di turno all’ambasciata australiana se sapeva qualcosa riguardo al picchetto e riportava che nulla si era mosso o visto; Chi riporta anche che un ragazzo con una maglietta del team australiano aveva inneggiato uno slogan anti Cina, e che questa era una delle motivazioni di maggior enfasi contro l’Australia; Chi diceva che se il fatto è accaduto lui è da considerarsi ancor meno professionale;

Fiumi e fiumi di discussioni tra comprensione ed incomprensioni, con commenti fuori dai limiti.

Jeremy di Danwei ha dovuto chiudere i commenti poiché erano arrivati un numero immenso di insulti o verso gli australiani o verso gli italiani, così hanno fatto anche altri siti.

In forum e blog anglofoni si era anche fatto il sondaggio per decidere chi fosse il personaggio della CCTV più famoso. Su Chinabroadcast nel 2005 e 2006 vi sono i risultati ufficiali emessi: nel 2005 Huang Jianxiang non era stato preso in considerazione, ma nel 2006 risulta tra i più noti. Ad ogni modo sono differenti le opinioni di chi ha postato commenti, trattandosi di un dialogo tra Australia, Cina e Italia.

Cè chi ribadiva le presenze dell’Australia al world cup, rimarcando le minori della Cina; Chi lo riiteneva stupido ma opinionabile poiché era riuscito a rendere il canale più interessante; Si chiedevano se questo pazzo abbia un cervello; Alcuni conoscevano solo lui, nella sfera televisiva e pensavano fosse divenuto famoso solo per “commenti razzisti”, sperando che i cinesi non dimostrino pregiudizi per gli australiani; Poi c’è chi lo chiamava arrogante, pieno di pregiudizi; Alcuni se lo incontrassero per strada non esiterebbero a conoscerlo; C’è chi lo definiva tonto e gli consigliava di fare un bel salto da un ponte; Fioccavano insulti come tdc o dh, da alcuni australian-chinese; c’è chi lo amava e ringraziava, confermando che è amato dagli italiani e sarà il ben venuto in Italia. Insomma un grande odi et amo per Huang su tutta la rete.

Sono conscia di toccare un argomento “sacro” per molti, ma il punto principale è che gioire è lecito, ma essere vincitori e rivalersi sui perdenti, può ritorcersi contro chi non centra: lui ha apertamente dichiarato la sua passione, giusto, ma chi si è sentito offeso storce il naso, e si secca anche contro chi non centra. Ottimo dire sempre quello che si pensa (preferenze o principi), ma se è possibile (a volte lo è oppure è fantascientifico), nel rispetto delle situazioni e con lungimiranza onde evitare equivoci.

Immaginate un australiano, che è anche appassionato di calcio, è comprensibile che storca il naso sentendo squillare il cellulare di qualcuno con commenti negativi sulla propria nazionale, lo farebbe pure un italiano se fosse accaduto in senso inverso … Probabilmente anche un italiano, come accade ora ad alcuni australiani, nella medesima situazione si sentirebbe non solo seccato contro chi l’ha offeso, ma anche per chi è stato causa dell’insulto … Quando l’Italia è stata ingiustamente battuta dalla Corea, anche in quel caso si sono create antipatie tra italiani, coreani e Moreno.