Intervista a Lam Tze-chung

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call_youLam Tze-chung e I’ll Call You

Intervista a Lam Tze-chung

Il progetto FOCUS: First Cuts comprende una serie di opere girate in digitale ad alta definizione da giovani registi debuttanti (o quasi) della scena del cinema asiatico. Supportato dalla Focus Film di Andy Lau, il progetto consiste in sei film, il secondo dei quali è I’ll Call You, opera prima del regista Lam Tze-chung, già noto come attore in Shaolin Soccer o Kung Fu Hustle, che andiamo ad incontrare ora insieme alla protagonista femminile del film: l’attrice Viann Liang.

Con I’ll Call You, il regista offre uno sguardo sul mondo del corteggiamento. Più precisamente, si tratta di una commedia romantica, ambientata nella Hong Kong dei nostri giorni, che descrive con stile fresco, innovativo e a volte addirittura da videogame, la psiche dei giovani alle prese con relazioni amorose nella società postmoderna dell’ex-colonia britannica.

-Come ha vissuto l’esperienza di partecipare al progetto  Focus: First Cuts di Andy Lau, che presenta sei film in alta definizione digitale tra i quali il suo I’ll call you?
Penso che l’esperienza di partecipare al progetto mi abbia beneficiato appieno, attualmente la scena di Hong Kong, dopo vent’anni di splendore, sembra arrivata ad un punto dove le acque sembrano essersi un po’ calmate, la scena è un po’ piatta, priva di nuova energia vitale. Nel progetto First Cuts, anche se si tratta di un progetto low budget, giovani filmmakers creativi hanno avuto l’occasione di portare agli occhi del pubblico qualche nuova idea, di sperimentare qualcosa che si distacchi da ciò che continuiamo a veder prodotto ormai da anni. Anche gli altri cinque film del progetto sono delle ottime opere e mi piacerebbe vedere più progetti simili a questi sui grandi schermi di Hong Kong.

 

-Cosa rende I’ll call you un’opera originale? Cosa la distingue dalle tante altre commedie romantiche del mercato di Hong Kong?
Beh, per cominciare ci sono vari aspetti che differenziano I’ll Call You anche dagli altri cinque film di First Cuts, per esempio è l’unica commedia romantica all’interno del progetto ed è anche il più commerciale dei sei film!(ride)
A parte questo, posso notare che negli ultimi dieci anni di produzioni cinematografiche romance di Hong Kong, il ruolo principale è sempre femminile e tutti gli avvenimenti vengono sempre descritti dal punto di vista di questo personaggio principale. Altro fatto, non manca mai il lieto fine. Io invece ho cercato di fare un film incentrato di più su sensazioni ed eventi che si ripercuotono sul personaggio principale maschile dell’opera e di far svolgere la trama il più realisticamente possibile, senza scadere in banalità e lieti fini scontati dove il personaggio principale femminile trova in quello maschile il compagno ideale, etc. Quando ho presentato quest’idea alla commissione di selezione di First Cuts è piaciuta subito, pensando anche loro che nel panorama di Hong Kong mancasse completamente una commedia romantica incentrata su di un personaggio maschile.

 

-Nel suo film viene citato My Sassy Girl del coreano Kwak Jae-young, ormai considerato una pietra miliare in questo genere cinematografico. Ha avuto un’influenza anche sulla creazione di I’ll Call You?
My Sassy Girl sicuramente è una delle commedie romantiche che ha avuto più successo in questi ultimi tempi in Asia, ma penso che la differenza sostanziale tra questa e I’ll Call You stia nel fatto che My Sassy Girl sia raccontata come una favola, con personaggi irreali, difficilmente inseribili nella società moderna. Ho cercato di rendere invece i personaggi di I’ll Call You nella maniera più realistica possibile, come in un ritratto reale della gioventù di Hong Kong dei nostri giorni, del loro stile di vita, di come vengono condotte le amicizie… per questo non credo che ci siano influenze dirette di My Sassy Girl sul mio film.

 

 

-Alcune scene del suo film vengono presentate con l’aspetto di un videogioco, con tanto di conteggio di punti e vite a disposizione del giocatore. Lei e’ un videogiocatore? Se sì, su quali titoli spende più tempo?
(Ride) Certo! Sono un videogiocatore incallito, ed è proprio da questa mia passione che è scaturita l’idea di quella scena presentata come un videogioco! I titoli sui quali ho speso più tempo? Difficile a dirsi, dato che ho sia l’X-Box che la Playstation Sony… beh, sicuramente Winning Eleven è il gioco sul quale ho speso più ore, ma mi piacciono molto anche i giochi di guida e…(ride) spesso anche giochi di scommesse su corse di cavalli!!

 

 

 

 

-Considera la sua partecipazione a Shaolin Soccer un’esperienza che ha dato una svolta alla sua carriera artistica?
Sì, per la mia carriera di attore è stato un momento fondamentale e di cambiamento, ed è stato anche fondamentale per riuscire a raggiungere la fama e ad inserirsi in un ambiente dal quale ho  avuto molte altre occasioni per partecipare ad altri progetti.

Foto di Cora Gianolla