CHEN DONGDONG

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Chen Dongdong è nato a Shanghai nel 1961, nel 1984 si è laureato in letteratura presso l’Università per Insegnanti di Shanghai, ha lavorato come professore e ora lavora nell’aula Ricerca dell’Associazione dell’Industria e del Commercio di Shanghai.

Le sue poesie sono apparse, dall’inizio degli anni ottanta, in svariate riviste letterarie cinesi tra cui New Observation, China, Poetry, Shanghai Literature, Writers, Modern Chinese Poetry, e First Line. Egli stesso è uno dei fondatori, insieme a Xi Chuan e Ouyang Jianghe, di una rivista non ufficiale, Qingxiang [Tendenza] e direttore di un’altra rivista, Nanfang Zazhi [Rivista Meridionale]. È conosciuto per alcuni poemi, come Zansong [Elogio] e Xiju [Commedia].

Tratta da Modern Chinese Poetry del 1991 (n.4 pagg.1-2) è la sua lirica Luna, lirica della “rarefazione” in cui gli elementi naturali e con essi le sensazioni del poeta si fanno polvere, rimpiccioliscono fino quasi a scomparire tra le note di una musica che ingloba il paesaggio:

Luna

La mia luna è desolata e minuscola
La mia domenica è coperta di libri
Sono sprofondato tra molte impossibilità
E penso anche che il tempo e il mare del deserto sono vuoti
Che un fuoco vivo non può durare 
Nella notte brillante
Come posso mandare lettere all’aurora?
Frasi solitarie si rovesciano sullo specchio
Come pipistrelli
Che esitano nell’oscurità del ritorno al sogno
Come vecchio disco che sotto la lampada fa scivolare un confuso ascolto 
Il camion dell’acqua corre leggero, il pianoforte spezza
Il divieto di primavera
La mia vita cade nella polvere
Nella prima pagina dello spartito che apro per te
Quanto scintillano il cavallo infiammato e le meteore 
Il mio giardino non l’ ho ancora scelto
Piante impazzite si confondono nella musica
Nel paesaggio della mia illusione e nell’innocente tramonto
La mia luna è desolata e minuscola 
Nella notte brillante come posso mandare
Lettere all’aurora?
Sono caduto nella Shanghai che ha perduto la luce
Nell’amore rarefatto
Vedo il tuo viso giorno dopo giorno invecchiare

(trad. di A. Russo)

Alla domanda “in cosa consiste, secondo te, la singolarità della poesia cinese contemporanea?” formulata dalla prof.ssa Pozzana, Chen risponde in questo modo: “[…] secondo me questa nuova poesia non può ancora essere detta <>, ma solo <>. Sulla via dell’avventura linguistica, il contesto spirituale dei poeti cinesi contemporanei è quasi interamente quello dell’Occidente o quello della Cina classica. Se proprio si deve chiamare <> quella scaturita dalla penna di questi poeti, allora forse si può dire che la singolarità della poesia cinese contemporanea consiste nel fatto che essa ignora la Cina contemporanea. E tuttavia questo disinteresse rivela, molto più autenticamente e profondamente di quanto non abbiano fatto le varie preoccupazioni espresse al riguardo, i rapporti tra la poesia e l’anemia spirituale della Cina contemporanea. Ciò cui i poeti sono maggiormente interessati è come perfezionare il cinese moderno, è come scrivere con una lingua poetica più nuova e vitale. <>(Williams Carlos Williams). Allo stesso modo, se si vuole la crescita di una nuova lingua, bisogna anche attingere a un maggior nutrimento. La Cina contemporanea non ha ancora fornito ai poeti un nuovo grande pensiero o uno spirito nuovo; perciò i poeti hanno solo occhi nuovi con i quali guardare attentamente i vecchi classici dimenticati e <>, e abbracciare il <> Occidente emerso per la prima volta nel campo visivo grazie all’<>.

di Fabio Grasselli
06/09/2005