Tra cielo e terra

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Dopo la morte di Mao Zedong, avvenuta nel settembre 1976 e il conseguente tramonto della rivoluzione culturale, l’arte cinese è uscita lentamente da quella cristallizzazione negli schemi prefissati di “arte per le masse” imposta dal maoismo, per cui ogni ricerca artistica che si discostasse dagli stili ammessi era censurata in quanto “borghese”.

estratto da "Cina Pittura Contemporanea"
A cura di: Lorenzo Sassoli de Bianchi
Prefazione: Eleonora Battiston – Shu Yang
Pagine: 304
Formato: 24 x 31,5 cm – Cartonato con sovracoperta
Lingua: Italiano e inglese
Uscita: Gennaio 2005
Prezzo: € 55,00
Damiani Editore

Dopo una prima fase di transizione in cui si mantennero ancora vivi gli stilemi anti-occidentali e anti-capitalisti, nel 1978, con l’ apertura al capitalismo e alla cultura occidentale di Deng Xiaoping, nacque la prima autentica avanguardia post-maoista: si trattò di un vero e proprio punto di svolta politico, sociale ed economico.
Come avviene sempre durante i cambiamenti epocali, anche l’arte testimonia e spesso anticipa, la nascita di un nuovo tempo. Ecco quindi che la ricerca artistica iniziò a svilupparsi, in Cina, su percorsi sperimentali, spesso ancora caratterizzati da una forte reazione rispetto al passato, che si esprimevano in correnti dai nomi fantasiosi: il gruppo artistico del sud-ovest, la corrente della vita, l’avanguardia della pittura a inchiostro, il realismo cinico, la corrente universale, il political pop e tanti altri.
Superata la prima, reattiva, fase post-rivoluzione culturale e metabolizzato lo shock di piazza Tian’ anmen dell’89, dalla seconda metà degli anni ’90 la Cina è attraversata da una sola grande tendenza artistica con la quasi completa assenza di gruppi e correnti. E’ il prevalere della ricerca individuale, libera finalmente da ideologie oppressive ed imposizione di generi. Il maoismo fa ormai parte del passato, ci si può spingere fino all’ironia su di esso e si guarda avanti con un certo ottimismo verso un futuro di sicuro protagonismo planetario.
In questi primi anni del nuovo millennio, la scena dell’arte cinese contemporanea si presenta molto articolata, vi partecipano artisti così diversi per storia e per educazione da rendere vano ogni tentativo di racchiuderla in una definizione unitaria che possa valere per tutti i suoi aspetti.
Le opere raccolte in questo volume vogliono contribuire a testimoniare della ricerca artistica di una società che, attraversando un cambiamento radicale, si confronta con il mondo occidentale senza esserne suggestionata e cerca di accoglierne gli elementi utili al progresso, integrandoli nelle proprie tradizioni millenarie. Così come il popolo cinese si occidentalizza solo in apparenza, mentre, nella sostanza, mantiene le proprie prerogative caratteriali e culturali, anche l’arte cinese contemporanea, pur guardando, con interesse, alla storia dell’arte occidentale e accogliendone molti stilemi, ne trasforma il linguaggio in una originale fusione tra Asia e Occidente, sviluppando così una assoluta originalità di stile e di contenuti. Nel momento in cui la Cina si apre al mondo come una paradossale combinazione tra tradizione e novità, gli artisti cinesi manifestano un’energia creativa piena di immaginazione che poggia, però, sempre su una grande consapevolezza culturale riguardo al proprio passato e alle significative trasformazioni del presente.
Vitalità e riflessione, ritmi veloci e immagini fresche trattate con una maestria che può derivare, solo, da una lunga ascesi tecnica, colori vivaci e sottile ironia pervasi da una enigmatica, ma percepibile, spiritualità: queste sono le caratteristiche delle opere qui raccolte che ci colpiscono fin dal primo impatto. E’ una comunicazione visiva rapida, quasi immediata, talmente diretta e vitale che non pare necessitare di mediazioni. Questi dipinti ci aprono ad un mondo nuovo che non dimentica la sua storia, ci coinvolgono in una originale visione estetica che ci racconta dell’importanza della vita di ogni giorno e dello spirito di una stagione forse irripetibile attraverso immagini che ci parlano di un tempo, forse, già superato nel momento in cui ci fermiamo a pensarlo.
Abbiamo voluto focalizzare questo volume sulla pittura, mezzo che potrebbe apparire in tempi frenetici, quali sono i nostri, non consono e lontano dallo Zeitgeist. Ma proprio la pittura, con la sua intrinseca necessità di riflessione, con il suo anacronismo rispetto ad una società della comunicazione dominata dall’uso delle tecnologie, si rivela, paradossalmente, un mezzo sperimentale e modernissimo, in quanto spiazzante rispetto alle aspettative e sorprendente rispetto alla realtà percepita. E’ una pittura che non nega la tecnologia, anzi la accoglie e la utilizza come riferimento iconico per rinnovarsi e risultare più efficace ed incisiva. E’ proprio, quindi, attraverso questi dipinti che ci si avvicina di più allo spirito di una stagione unica e irripetibile, rappresentata dal grande risveglio di questo straordinario paese. Non a caso, sono moltissimi tra gli artisti più giovani, coloro che adottano la pittura come mezzo principale di espressione.
In questo volume vogliamo darne un ampio, anche se non esaustivo, riscontro.
I lavori scelti rivelano le diverse situazioni con cui si confrontano gli artisti nella vita di ogni giorno e nel lavoro di ricerca, le loro domande e le loro risposte, le risorse spirituali di ciascuno e le complesse relazioni che essi instaurano con il mondo esterno.
La scelta è stata, per definizione, soggettiva e non pretende di cogliere le numerosissime sfaccettature e le tante angolazioni necessarie ad avere un quadro completo della situazione. L’obiettivo non vuol essere, neppure, quello di premiare i migliori, ma piuttosto la testimonianza di un momento unico e, forse, irripetibile per vitalità di espressione e dinamismo di ricerca.
Conoscere gli artisti e studiarne l’evoluzione del lavoro è stato, di per sé affascinante e, anche, emozionante. Mi ha permesso di scoprire un mondo complesso, sorprendente perché così dinamico da essere ogni giorno nuovo, ogni giorno diverso da sé stesso. Confrontandomi con un inusuale contesto culturale ho dovuto riconsiderare, criticamente, le comode certezze derivanti dall’esperienza e dalla consuetudine. La gran parte dei lavori scelti per questo volume non è, infatti, classificabile negli schemi abituali né di quanto consideriamo tipicamente “cinese”, né di quella che assumiamo come “arte contemporanea”. Sono stato, di conseguenza, spesso costretto a pormi delle domande su entrambe le definizioni. Chi vorrà tentare di comprendere le immagini di questo libro dovrà, probabilmente, seguire un percorso simile. Una sola cosa è certa e verificabile immediatamente: la dimensione “ibrida” di molti dei lavori presentati ne costituisce la forza e la freschezza.
Affrontando queste immagini, non possiamo non tenere presente che, secondo l’antica sapienza cinese, il cuore del saggio, perfettamente calmo, è come uno specchio che riflette il cielo, la terra e tutti gli esseri. Vuoto, pace, appagamento, tranquillità, silenzio, visione globale, non intervento; l’insieme di queste cose è, secondo l’insegnamento taoista, la formula dell’influsso del cielo e della terra, del Principio.
Gli artisti qui presentati paiono perseguire, attraverso la pittura, questa particolare condizione dello spirito, cercando di afferrare, per quanto possibile, nella loro verità, le leggi universali. Imitare fedelmente il cielo e la terra, cioè lo spirito e il mondo materiale di ogni giorno, estendendo il proprio pensiero a tutto senza pensare a nulla, lasciando che le immagini nascano senza farle nascere, che crescano senza farle crescere è la condizione dello spirito che sta a monte del loro dipingere. Ci riesce, perciò, difficile giudicare in base ai nostri parametri estetici, dovremmo prima, come fanno i cinesi da millenni, imparare a lasciare agire la natura e il tempo, abbandonando le idee convenzionali le quali, secondo i saggi, corrispondono poco alla natura delle cose, alla verità.
Così come i sovrani dell’antichità lasciavano che il cielo governasse attraverso di loro, così la pittura pare agire attraverso gli artisti. Essi cercano di dimenticare la propria abilità, la tecnica appresa negli anni durissimi delle scuole d’arte, perché sanno che preoccupandosi di applicare la propria tecnica, si impedisce al cielo, al principio, di governare. Al contrario è necessario dimenticare se stessi, fondersi nel cosmo: come tutte le acque escono dal mare, senza mai svuotarlo, così tutti gli esseri escono dal principio e ritornano ad esso, fondendo il proprio spirito con la luce, il proprio corpo con l’universo.
Ma a noi può anche essere sufficiente, in un primo momento, metterci in ascolto con semplicità d’animo, lasciarci condurre dalle immagini senza rifletterci troppo sopra, vivendole come uno strumento utile ad avvicinarci ad un mondo, ad una civiltà, ad una dimensione umana e sociale con cui dovremo, sempre più, confrontarci negli anni a venire.
Se riusciremo a lasciarci trasportare in questo viaggio costellato da affascinanti icone che provengono sia dalla tradizione orientale che dall’occidente classico, ma anche dalla cultura popolare del cinema e della televisione, non potremo che riconoscere il valore di un percorso di ricerca artistica tra i più interessanti della contemporaneità.
E ora, per concludere questa introduzione e lasciare spazio ai testi critici di Vittoria Coen, che ha condiviso con entusiasmo il progetto di ricerca, di Francesca Jordan e di Shu Yang che sono stati le guide indispensabili nell’affrontare l’esplorazione della scena contemporanea cinese, di Eleonora Battiston la quale, tra i primi, ha scandagliato questo specialissimo universo artistico e a cui spetta il merito di buona parte del lavoro, desidero rivolgere uno speciale ringraziamento a Primo Marella, perché senza le sue intuizioni, la sua intelligente collaborazione, il suo costante sostegno, l’indispensabile supporto della sua galleria e il sempre costruttivo confronto, questo volume non sarebbe mai nato.
Vorrei, infine, dedicare questo libro agli artisti qui presentati: la loro conoscenza, lo studio del loro lavoro e la convivenza con le loro opere ha rappresentato e tuttora rappresenta, per me, un’esperienza unica e indimenticabile.