INTERVISTA A LU XIAO

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Venerdì 5 novembre a Beijing Factory 798, presso “Mo Bar” la prima personale di una giovane artista cinese ventunenne, Lu Xiao. Benché ancora studentessa presso l’Accademia delle Belle Arti di Pechino, Lu Xiao ha portato a Factory 798 una ventina di opere considerate dai suoi stessi insegnanti in modo controverso.

Ispirata dall’universo surreal-intimista di Frida Kahlo, Lu Xiao dipinge paure, desideri e stati emozionali in bilico tra sogno e realtà, rivela la drammaticità del quotidiano attraverso un linguaggio artistico commovente, intenso e poetico.
Lu Xiao è nata nel 1983 in un piccolo villaggio nei pressi dello Heilongjiang, ma vive da due anni a Pechino dove si sta specializzando in pittura ad olio; lei stessa afferma di rifugiarsi nella pittura per sublimare il forte senso di tristezza che le deriva di fronte ai drammi del personale e del sociale.

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La ferita della Luna, olio su tela

E.F.: Qual è la fonte principale della tua ispirazione?

L.X: Per me dipingere è un modo per superare la negatività, un modo per rilassarmi. Quando mi sento triste comincio a dipingere e dopo averlo fatto mi sento meglio. E’ una distrazione. Alcune volte mi capita di litigare con le persone a me care o non riuscire ad ottenere ciò che desidero, quindi cerco consolazione nella pittura e il risultato è che i miei dipinti manifestano il più delle volte sentimenti negativi.

E.F.: Cosa ti spaventa di più?

L.X.: La violenza all’interno dei sistemi sociali.

E.F.: Spesso nei tuoi lavori raffiguri gente ferita, sanguinante, che significato ha per te il colore rosso del sangue?

L.X.: La maggior parte dei colori che uso sono cupi, non amo i colori brillanti, quando uso il rosso lo mescolo al grigio per ottenere un effetto smorzato. Le persone che dipingo sono ferite fisicamente, ma soprattutto psicologicamente, sono spesso tra la vita e la morte, dunque sanguinanti.

E.F.: Perché in molte opere ti autoritrai?

L.X..: Perché nei miei lavori parlo di me stessa, del mio umore e delle cose negative che provo in determinati momenti.

E.F.: In “La ferita della luna” parli di te stessa?

L.X.: Sì, ho dipinto questo lavoro per manifestare il dolore che un giorno ho provato dopo una lite con il mio ragazzo. Un sentimento così forte equiparabile ad una ferita. La luna che ho dipinto sullo sfondo però simboleggia un tipo di speranza, è come se un po’ alla volta la luna ricominciasse a splendere, come se piano piano la ferita potesse guarire.

E.F.: Che cosa significano nelle due opere omonime “Consolazione” le due grandi mani che rappresenti dietro agli autoritratti?

L.X.: La ricerca di protezione verso il mondo esterno. In queste come in altre opere la protezione è anche dolore, questo riflette la mia diffidenza verso il mondo esterno. E’ facile trovare protezione, ma è difficile trovare la sicurezza. In uno dei due dipinti “Consolazione” le mani stanno per strangolare la mia stessa immagine, il messaggio che voglio dare al mio pubblico è proprio questo, l’ambivalenza. In “Foglia appassita” dipingo me stessa alla ricerca di protezione dalla solitudine, ma una foglia secca non è certo un luogo sicuro in cui rifugiarsi, è piuttosto un simbolo di fragilità dell’animo umano.

E.F.: Nell’opera “Incubo” che cosa vuoi comunicare?

L.X.: La fragilità delle persone di fronte al destino, le persone sono controllate da forze superiori, è difficile riuscire ad ottenere ciò che più ci piace perché altre influenze vegliano su di noi. In quest’opera il mio autoritratto si richiama concettualmente ad un fantoccio, ad un oggetto senza vita.

E.F.: Che significato hanno gli elementi inanimati come marionette e bambole nei tuoi lavori?

L.X.: Mi interessa molto la condizione degli oggetti senza vita che possono venire usati dalla gente per gioco o per distrazione. Penso che i giocattoli siano simili alle persone, anche le persone possono essere manovrate a piacimento da altre persone.
In “Marionetta” la testa di una bambola è controllata da una marionetta che a sua volta è controllata da altre forze, non c’è libertà. In “Marionetta rotta” ho voluto trasmettere il sentimento di vacuità di
oggetti senza vita, lasciati al proprio destino dopo essere stati utilizzati.

E.F.: Qual è l’artista che pensi abbia influenzato maggiormente le tue opere?

L.X.: Frida Kahlo.

Intervista condotta e tradotta da Erica Fusaro a Beijing in data 6 Novembre.

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Incubo. Olio su tela

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Foglia appassita, olio su tela

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Marionetta, olio su tela

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Marionetta rotta, olio su tela

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Senza titolo, olio su tela