Uno dei più importanti dissidenti cinesi, Wang Youcai, è stato rilasciato dalle autorità di Pechino

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Pechino - 4 marzo - Wang, uno dei fondatori del Partito Democratico, fuorilegge in Cina, nel 1998 era stato condannato a 11 anni di prigione.

Al momento si starebbe dirigendo a San Francisco, dove riceverà cure mediche. Martedì aveva lasciato il carcere di Hangzhou, nella provincia del Zhejiang. Il trentasettenne Wang divenne famoso come uno dei leader studenteschi coinvolti nei disordini del massacro di piazza Tiananmen, nel 1989. Laureatosi in fisica in un'università di Pechino, è stato indicato come uno degli studenti più ricercati dalle autorità cinesi, e fu incarcerato per aver preso parte alle manifestazioni. Nel 98 fu nuovamente condannato per aver fondato il partito democratico, uno dei primi tentativi di formare un partito legale di vera opposizione. In Cina esistono dei partiti alternativi a quello comunista, ma non possono essere considerati di opposizione in quanto nei loro statuti dichiarono di riconoscere come unico partito di governo possibile, quello comunista. I dirigenti del neonato partito furono presto incarcerati e accusati di voler sovvertire il potere statale, di propaganda e di finanziamenti illeciti dall'estero. Il rilascio del leader democratico, avviene all'indomani di un'altra clamorosa sentenza che probabilmente anticiperà il rilascio della donna d'affari uigura Rabiya Kadeer, altra detenuta politica.

La Cina in qualche modo sembra essere stata scossa dal Rapporto del Dipartimento di Stato americano di alcuni giorni fa che accusava la Cina di violazione dei diritti umani. Il governo cinese ha risposto prima con un contro-rapporto in cui rispediva al mittente le accuse, accusando gli Stati Uniti di essere un paese guerrafondaio e sostanzialmente violento (nel memorandum si citano sorprendentemente fonti come Amnesty International e Human Rights Watch, in altre occasioni bollate da Pechino come essere vittime di fonti manipolate) e poi con l'esilio di Wang.