Stroncata prostituzione omosessuale a Nanjing

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NANJING – 7 febbraio – Un barista del Jiangsu, provincia orientale della Cina, è stato accusato di indurre alla prostituzione uomini per i suoi clienti omosessuali. La corte del distretto di Qinhuai ha decretato che Li Ning, gestore del “Zhengqi Bar” nel centro cittadino di Nanjing, capitale della provincia, induceva ragazzi a prostituirsi nel suo bar dal gennaio all’agosto 2003, incassando così più di 100000 yuan (circa 12050 $). Li, 33 anni, anche lui omosessuale, era stato precedentemente socio del “Hongdu Bar“, anche questo nel cuore di Nanjing. Il locale in seguito è stato chiuso dalla polizia locale nel 1999 per aver dato luogo all’esibizione di show erotici. Nel gennaio 2003, Li, passando un pessimo periodo economico decise di avviare dei ragazzi alla prostituzione per ristabilizzare gli incassi. Li aveva ingaggiato i giovani tappezzando le strade di poster, flyer ed annunci sui giornali locali dove richiedeva ragazzi di bella presenza per lavorare nel campo delle pubbliche relazioni. Era riuscito così ad ingaggiare un gruppo dai 18 ai 19 anni, che nonostante il loro essere eterosessuali avevano accettato l’incarico, consegnando in deposito 300 yuan a testa. I giovani avevano un guadagno di circa 200 yuan al giorno. Li è stato arrestato nell’ agosto 2003 proprio nel momento in cui i suoi affari stavano toccando il vertice, ma è stato anche rilasciato per un certo periodo poiché la polizia locale non sapeva come comportarsi difronte a questo insolito caso non avendo delle leggi precise in proposito. Il tutto allora è stato presentato al Standing Committee of the National People’s Congress, il quale ha decretato che Li fosse processato poiché la vendita del corpo altrui sia eterosessuale che omosessuale è contro la legge. Un altro organizzatore di incontri simili, Wang Zhiming, è stato condannato, dalla corte di Shanghai nel luglio 2003, a tre anni di prigione ed al pagamento di 3000 yuan.