Pena di morte ai diffusori del virus della sars

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Pechino - 15 maggio - La Corte Suprema cinese ha stabilito che potrà essere condannato a morte o all'ergastolo chiunque diffonda intenzionalmente il virus della polmonite killer o rifiuti le misure di quarantena, poiché chi diffonde la malattia mette in pericolo la sicurezza pubblica e causa gravi danni personali o la morte di altri cittadini danneggiando così la proprietà pubblica e privata. La Cina, dove si sono già registrati 267 morti a causa della sars, ha dato una rigida interpretazione delle sue leggi sulle malattie infettive, poiché alcune persone sottoposte alla quarantena stanno violando gli ordini e rifiutanno di dichiarare i propri sintomi. L’associazioni a difesa dei diritti umani è già pronta ad intervenire se tale legge venisse severamente applicata, poiché la misura è troppo estrema e la punizione esageratamente pesante rispetto alla colpa di un possibile “colpevole” cittadino cinese accusato. Da Hong Kong Frank Lu, un attivista dei diritti umani, ha dichiarato che questa legge viola la convenzione internazionale sui diritti umani e non è stata neppure approvata dal Congresso nazionale popolare del Parlamento cinese.