Cina rischia nuova epidemia: 106 morti, 2.305 contagiati

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Pechino - 23 aprile - L'Organizzazione mondiale della Sanità è preoccupata per la Cina dove va ulteriormente aggravandosi il bilancio dell'epidemia di Sars, sostiene infatti che il grande paese asiatico rischia di dover far fronte a nuove esplosioni di polmonite atipica nelle sue province dove, le stesse autorità ammettono i bassi livelli del sistema sanitario delle campagne: lì vive il 70% della popolazione cinese, composta da 1 miliardo e 300 milioni di persone. Il premier Wen Jiabao ha ammesso che il sistema sanitario in molte province della Cina è totalmente inadeguato, un'epidemia dunque potrebbe diffondersi molto prima che se ne venga a conoscenza e le conseguenze potrebbero essere disastrose. Sarà perciò molto duro contenere la Sars in Cina, specialmente in queste province dove le risorse sono limitate. Le autorità mediche riferiscono di nuovi decessi di persone uccise dal terribile morbo che ha afflitto duramente la Repubblica Popolare. Ora i casi di contagio sono 2.303, di cui 588 quelli certi e 666 quelli sospetti che sono concentrati nella sola capitale, dove sono stati 29 i morti confermati dal governo di Pechino. L'epidemia è molto più grave di quanto si credesse in precedenza e potrebbe dover fronteggiare una diffusione preoccupante. A Pechino paura e rabbia coabitano: i leader emergenti della nuova generazione sono stati licenziati per la loro negligenza. Questa catastrofe che ha colpito il Paese mette a dura prova Hu Jintao, per il quale c'è ora da fronteggiarsi con la sfida di una nuova Cina che tenta di aprirsi al libero mercato e di avviarsi verso una lenta democratizzazione, ma che da troppo poco ha imparato le leggi della trasparenza.