Maggiore trasparenza sulla Sars in Cina ?

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Pechino - 18 aprile - Il Comitato direttivo politico, dopo l’accusa di non collaborare con l’Organizzazione mondiale della Salute (Oms) nel fornire i dati delle persone contagiate dal mortale virus, ha deciso di lanciare una campagna che porti alla luce quanto di più valido ed utile si possa fare per evitare che si propaghi a macchia d’olio la sars in Cina. Ieri, Hu Jintao, presidente della Cina, ha dichiarato di esigere una totale trasparenza per quanto riguarda la situazione delle persone colpite dal virus della polmonite atipica. Sostiene che sia necessario non diffondere dati falsi e che i cittadini avvertino quanto prima chi di competenza, per provvedere alla cura immediata dei casi, alfine di non propagare ulteriormente il virus. Proprio prima di questo vertice, i funzionari cinesi avevano deciso di ignorare le accuse dell'Oms e non avevano espresso minima intenzione di aggiornare i comunicati stampa uffuciali con il reale numero di contagiati cinesi. La speranza dell’Oms è ora nell’effettiva volontà della Cina di tenere aggiornato il bollettino con i dati reali, se fossse già stato fatto da quando si sono riscontrati a novembre i primi casi, si sarebbero infatti potute salvare molte vite umane e si sarebbe evitato il propagarsi dell’epidemia polmonare in altri paesi. L'Oms ha ribadito che se a dicembre si fosse saputo già e quindi si fosse isolata la Cina, ora sarebbe tutto diverso. La soddisfazione è nei grandi passi avanti, delle ultime cinque settimane, che hanno raggiunto gli scienziati, individuando subito i casi sospetti e nei risultati della ricerca, infatti si auspica che entro un anno o due vi sarà un vaccino o un farmaco antivirale.