La Cina dopo l'attacco all'Irak

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Pechino - 22 marzo - Dalla Cina all'unanimità salgono le voci di protesta contro l'aggressione anglo-americana all'Irak. Il portavoce del ministero degli esteri ha fortemente condannato l'attacco, considerandolo di fatto una azione illegittima. Aumentano i cortei e le manifestazioni contro questa guerra in tutte le grandi città. Anche l'associazione cinese islamica ha fortemente condannato l'invasione statunitense decidendo di appoggiare in pieno la politica del governo cinese, che per ora rimane nel solco tracciato da Chirac. Intanto Pechino ha preso una serie di misure per garantire le forniture di petrolio e mantenere il prezzo stabile. Le misure prevedono più canali per l'importazione dell'oro nero, l'accelerazione dell'estrazione del petrolio e limitare l'esportazione di gas. Le tre principali compagnie petrolifere cinese importano il petrolio dall'indonesia, dal Sudan e dal Venezuela.