Taiwan è ancora diffidente sulla ripresa di contatti diretti con la madrepatria

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22 Agosto 2002 - Circa il settanta per cento della popolazione dell'isola di Taiwan sembrerebbe essere contrario alla politica di "un'unica nazione, due sistemi", almeno secondo un recente sondaggio condotto dal Mainland Affairs Council. Il sondaggio, fatto su un campione di circa mille abitanti, sembrerebbe dimostrare una sostanziale diffidenza dei cinesi di Taiwan nei riguardi della madrepatria, e sosterrebbero una politica sì di apertura, ma su basi condizionate. Secondo lo stesso sondaggio circa metà della popolazione dell'isola non crede che il governo di Pechino sia sincero. Chiang, membro dell'opposizione del Kuomintang, afferma che alla base delle recenti difficoltà economiche dell'isola vi siano fattori non economici, primo fra tutti la mancanza di collegamenti diretti con la Cina.
Fra i governi di Taipei e di Beijing v'è una tensione costante. L'ultimo terremoto lo si è potuto registrare quando il premier di Taiwan Chen Shui-bian ha descritto le due parti come nazioni differenti. Pechino ha risposto duramente e ha detto che l'atteggiamento del governo dell'isola porterà il suo popolo al disastro.